top of page

Diagnosi di celiachia: cosa fare e da dove iniziare

Immagine del redattore: PATRIZIA SCARDINA
PATRIZIA SCARDINA
3 ago
Tempo di lettura: 3 min

Ricevere una diagnosi di celiachia può generare sollievo, perché finalmente si conosce la causa dei disturbi, ma anche molti dubbi. Cosa si può mangiare? Come bisogna organizzare la cucina? Quali prodotti sono realmente sicuri?

La celiachia è una patologia autoimmune scatenata dall’assunzione di glutine in persone geneticamente predisposte. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, l’unico trattamento attualmente disponibile è una dieta rigorosamente priva di glutine, da seguire in modo permanente. La dieta deve però essere iniziata dopo il completamento degli accertamenti e secondo le indicazioni del medico. Istituto Superiore di Sanità

1. Seguire le indicazioni del medico

Dopo la diagnosi è importante rivolgersi al medico o allo specialista per conoscere:

  • gli eventuali controlli da effettuare;

  • i tempi del follow-up;

  • le possibili carenze nutrizionali da verificare;

  • le modalità corrette per iniziare la dieta senza glutine;

  • gli esami eventualmente consigliati ai familiari.

Non bisogna eliminare il glutine autonomamente prima di avere completato il percorso diagnostico, perché questo potrebbe alterare i risultati degli esami.

2. Imparare quali alimenti contengono glutine

Il glutine è presente nel frumento e in altri cereali, tra cui orzo, segale, farro, spelta, kamut e triticale. Di conseguenza, pane, pasta, pizza, biscotti e prodotti da forno tradizionali non sono adatti alla persona celiaca.

Esistono però numerosi alimenti naturalmente privi di glutine, come:

  • riso;

  • mais;

  • patate;

  • legumi;

  • carne, pesce e uova non lavorati;

  • frutta e verdura;

  • latte naturale;

  • quinoa;

  • grano saraceno;

  • amaranto.

Per i prodotti trasformati è sempre necessario controllare attentamente l’etichetta.

3. Cercare la dicitura “senza glutine”

La dicitura “senza glutine” indica che il prodotto rispetta i requisiti previsti per essere consumato dalle persone celiache.

Non basta affidarsi alla sola lista degli ingredienti o all’apparente assenza di cereali contenenti glutine. Nei prodotti lavorati possono essere presenti ingredienti a rischio oppure contaminazioni avvenute durante la produzione.

Prima dell’acquisto bisogna quindi:

  1. leggere sempre l’etichetta;

  2. cercare la dicitura “senza glutine”;

  3. controllare nuovamente i prodotti già conosciuti, perché ricette e stabilimenti possono cambiare;

  4. prestare attenzione alle indicazioni sugli allergeni.

4. Organizzare la cucina ed evitare le contaminazioni

Anche una piccola quantità di glutine può rendere un alimento non adatto alla persona celiaca. Per questo è fondamentale prevenire la contaminazione crociata.

In casa è consigliabile:

  • conservare i prodotti senza glutine separatamente;

  • utilizzare superfici, pentole e utensili ben puliti;

  • non usare la stessa acqua di cottura della pasta tradizionale;

  • non friggere gli alimenti senza glutine nello stesso olio;

  • utilizzare un tostapane dedicato oppure appositi sacchetti protettivi;

  • non condividere burro, creme o marmellate contaminate da briciole;

  • preparare prima le pietanze senza glutine;

  • utilizzare strofinacci e spugne puliti.

Non è sempre necessario acquistare tutto doppio: spesso sono sufficienti una corretta pulizia e un’organizzazione attenta. Alcuni strumenti difficili da pulire, come il tostapane, richiedono invece una gestione separata.

5. Fare una prima spesa equilibrata

Dopo la diagnosi può venire spontaneo riempire la dispensa esclusivamente di prodotti confezionati. Una dieta senza glutine equilibrata dovrebbe invece comprendere sia alimenti naturalmente privi di glutine sia prodotti specificamente formulati.

Per una prima spesa possono essere utili:

  • pasta e pane senza glutine;

  • farine o miscele per pane, pizza e dolci;

  • crackers o sostituti del pane;

  • biscotti o prodotti per la colazione;

  • snack pratici da portare fuori casa;

  • alimenti naturalmente privi di glutine;

  • alcuni prodotti surgelati per le emergenze.

In un negozio specializzato è possibile confrontare marche, formati, ingredienti e modalità di preparazione.

6. Informarsi sui buoni per prodotti senza glutine

Le persone con diagnosi certificata possono avere diritto a un contributo destinato all’acquisto di specifici alimenti senza glutine. Importi, modalità di attivazione e sistemi di utilizzo possono variare in base alla Regione.

È quindi opportuno chiedere informazioni alla propria ASL e verificare quali negozi convenzionati permettono di utilizzare il credito disponibile.

7. Gestire scuola, lavoro e pasti fuori casa

La dieta senza glutine non riguarda soltanto la cucina domestica. È importante comunicare la diagnosi alla scuola, alla mensa o al luogo di lavoro quando vengono somministrati pasti.

Al ristorante conviene spiegare chiaramente che non si tratta di una preferenza alimentare e chiedere come vengono gestiti:

  • preparazione e cottura;

  • utensili e superfici;

  • fritture;

  • pane e condimenti;

  • possibili contaminazioni.

AIC mette inoltre a disposizione strumenti e informazioni per individuare locali informati sulla celiachia e consultare l’ABC della dieta del celiaco. Associazione Italiana Celiachia

8. Concedersi il tempo necessario

I primi giorni possono sembrare complessi, ma con l’esperienza leggere le etichette, organizzare la cucina e fare la spesa diventerà più naturale.

Non bisogna cercare di imparare tutto in una volta. È preferibile procedere gradualmente, affidandosi a fonti autorevoli, professionisti sanitari e punti vendita realmente specializzati.

Hai bisogno di aiuto per organizzare la tua prima spesa senza glutine? Trova il punto vendita Biocelia più vicino e scopri prodotti, marche e soluzioni per ogni momento della giornata.

Questa guida ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce il parere del medico o di un professionista sanitario.

bottom of page